Intervista al professore Pierluigi Scalia

P1[Tratto da “Gazzetta Nissena” del ]

 

Intervista al professore Pierluigi Scalia, che ci spiega come la genetica e la genomica, a servizio dell’oncologia, possano curare il paziente.

Pierluigi Scalia ci fa conoscere il progetto della “Isoprog onlus” (Istituto Somatogene per la Oncologia Personalizzata e la Ricerca Onco-Genomica) che presiede. “Isoprog” è una onlus, cioè un’organizzazione no-profit, a componente internazionale.

I soci della Onlus sono ricercatori, professionisti ed esperti che vantano una consolidata esperienza internazionale in diverse discipline tra le quali: biomedicina, bioingegneria, biologia e patologia molecolare, oncologia sperimentale e genomica, bioinformatica, biologia computazionale, biobanche, bioetica, gestione dati inerenti alla medicina genomica personalizzata. Questa finalizzata alla cura di malattie quali il cancro e altre malattie a forte componente genetica.

Di tutto rispetto il curriculum del dottore Scalia. Tra le voci di questo si leggono, ad esempio, due decenni maturati nel contesto della ricerca biomedica, diverse pubblicazioni su riviste scientifiche di valenza internazionale. Quindici anni di “ricerca e sviluppo” tra il settore accademico e privato, professore di Biologia e genetica alla “Azusa Pacific University” (A.P.U.) dal 2012 al 2014 e attualmente professore aggiunto allo “Sbarro Institute for Cancer Research & Molecular Medicine” di Philadelphia (Stati Uniti).

L’ “Isoprog onlus”, affiliato con l’Istituto Sbarro, ha numerosi protocolli d’intesa: con l’Università “Kore” di Enna, Consorzio universitario di Caltanissetta, Distem-Università di Palermo. Vanta note di apprezzamento dalla Regione Sicilia /Dasoe e accordi con Banca del sangue cordonale di Sciacca e gruppo Campari (ex Averna).

Dottore Scalia ci spiega, in parole semplici, la differenza tra genetica e genomica?

<<La genetica è la branca della biologia che studia i geni, l’ereditarietà e la variabilità genetica negli organismi viventi. La genomica, invece, è la disciplina biologica che studia l’organizzazione e la struttura dei geni di un organismo nel contesto dell’intero genoma. Questo è il complesso dei geni di una cellula o di un organismo. Quindi la genetica studia un solo gene mentre la genomica studia un numero di geni più elevato per unità di tempo.

Sappiamo che difetti all’interno di un singolo gene hanno una correlazione con la patologia tumorale, tuttavia, oggi, noi sappiamo che non è un singolo gene a determinare la malattia ma un gruppo di questi, in una combinazione particolare, che la determina. In questo senso andare ad analizzare un gruppo più elevato di geni, nell’ambito di quello che è il loro assetto all’interno di una cellula, diventa fondamentale. Questa branca che si occupa di analizzare la composizione di tutti i geni presenti ed espressi da una cellulare tumorale viene definito genomica>>.

Fondamentale, quindi, la ricerca onco-genomica. Questo il perchè un centro studi/ricerca sulla genomica in ambito oncologico? Di cosa si occuperà l’Istituto?

<<Le discipline che si occupano di analizzare i difetti a livello della cellula tumorale e di farne una relazione sintetica, che l’oncologo potrà utilizzare per curare il paziente, richiede che ci si muova in molteplici campi che daranno vita ad un flusso di dati e di conoscenze che spaziano dall’ analisi genomica e bio-informatica (che include competenze in ambito di biologia computazionale e dei sistemi e di bio-ingegneria) a cui si unisce il trattamento del campione. Questo richiede conoscenze di patologia molecolare e cliniche sul potenziale utilizzo delle informazioni che utilizzerà l’oncologo. Il tutto richiede, inoltre, esperti clinici.

Ricerca, quindi, ad opera di un “team” multidisciplinare che lavorerà su un singolo individuo, cellule del paziente in verità. Questa creerà un precedente che potrà essere usato per la cura mirata del malato, nel caso di recidiva ma anche per ricerche future su tumori di pazienti che hanno lo stesso tipo di problematiche a livello molecolare>>.

Questo Istituto su quale modello si basa?

<<L’Istituto nasce da un progetto già esistente, iniziato nel 2010 in California. Lo abbiamo adattato a quella che è la legislazione italiana dando vita, per quello che sono i nostri scopi, ad una Associazione onlus. Abbiamo scelto questo modello per escludere una struttura societaria e portare avanti, invece, un’idea di lavoro di gruppo basato sul merito e sulle competenze. E’ nostra volontà, grazie alle competenze di tutti coloro che opereranno all’interno della Onlus, di creare nuovi progetti totalmente autosostenibili andando, poi, a realizzarli nell’ambito di altri tipi di organizzazioni come Fondazioni, Consorzi di altri partner pubblici e/o privati. Questi avranno, poi, ampia ricaduta su tutto il territorio>>.

Precisiamo meglio il concetto di Onlus in questo contesto…..

<<Quando si parla di Onlus si pensa al volontariato, quella a cui ci rifacciamo riferimento noi è una compagnia a tutti gli effetti che creerà profitto. Questo non andrà nelle “tasche” di coloro che fanno parte dell’Associazione ma sarà reinvestito. Coloro che lavoreranno all’interno della Onlus avranno il loro stipendio. In parole povere chi lavorerà con noi avrà il suo giusto compenso, ci saranno diverse categorie e livelli di carriera e chi acquisirà maggiori competenze e responsabilità avrà un avanzamento della stessa. Fine anno nessun dividendo ma profitto che verrà reinvestito sul territorio con altri progetti>>.

Quale ricaduta sul territorio?

<<Il territorio si avvantaggierà di questo tipo di progettualità in svariati modi.

Questi tipi di studi, solitamente, attirano tantissimi studiosi a vari livelli della loro carriera. Da quelli di formazione accademica a quelli di dottorato fino al perfezionamento professionale. A spostarsi non è solo il singolo soggetto ma il nucleo familiare. Dell’arrivo di un numero cospicuo di persone ne gioverà sicuramente il territorio. Inoltre, un team di studiosi di alto livello genera anche, grazie alla struttura della Onlus di cui parlavamo, nuovi e numerosi progetti. Ancora ci sarà la possibilità che si possano creare nuovi tipi di servizi e strutture come ditte di biotecnologia. Anche la gestione di dati sanitari possono e creranno, certemamente, richiesta di personale>>.

Grazie professore.

<<Grazie a lei>>.

Sonia Giugno